Quali sono le creature leggendarie più famose?


Quali sono le creature leggendarie più famose?

Le creature leggendarie nel mondo
Quali sono le creature leggendarie più famose?

Uomo falena (Mothman)

Nel 2002 gli è stato dedicato un film con Richard Gere, The Mothman Prophecies, una versione surreale di alcuni dei tantissimi avvistamenti segnalati tra il 1966 e il 1967 in Ohio e West Virginia che lo vedrebbero protagonista. Parliamo di una creatura antropomorfa con occhi rossi ed enormi ali da falena, in grado di volare e dotato di una velocità eccezionale. Gli scienziati pensano possa trattarsi semplicemente di una grossa specie di uccello, il “gufo cornuto”.

Ogopogo

Nel lago Okanagan, in Canada, vivrebbe il cugino del più celebre Nessie, la cui esistenza però è testimoniata solo da foto e filmati di bassa qualità. Descritto come un serpentone marino, è stato avvistato per la prima volta nel 1926 da un gran numero di persone definite “insospettabili” dalla stampa locale, poi nel 1959 e infine nel 1989. Qualora esistesse potrebbe trattarsi di un basilosauro, anche noto come “serpente balena”, che si considera estinto da 37 milioni di anni.

Diavolo del Jersey (Jersey Devil)

Nelle foreste del New Jersey nasce il mito di questa creatura dotata di zoccoli, coda, grosse ali da pipistrello e muso equino, che attaccherebbe emettendo un sibilo prima di scagliarsi a gran velocità sulle prede. Il folclore lo lega a una storia di streghe del XVIII secolo ma gli avvistamenti iniziano nel ’900, con molte testimonianze e qualche sfocato video. Potrebbe semplicemente trattarsi di una “gru delle dune”, un grosso volatile diffuso nel Nord America.


Chupacabra

Il mito del “Succhia-capre” è recente e diffuso soprattutto tra le comunità contadine dell’America Centrale. Nasce nel 1990 a Porto Rico, in seguito al ritrovamento dei resti di un gregge di 8 capre di cui ogni esemplare era stato prosciugato del suo sangue e recava sul collo tre fori. Episodi simili sono stati descritti in Messico e nel Sud degli Usa, ma l’animale, descritto come un canide con una fila di aculei sul dorso, per gli studiosi non esiste.

Minhocão

Il nome di questo mostro delle paludi amazzoniche significa “vermone” ed è legato a miti nati nel XIX secolo, sebbene a descriverlo siano stati anche biologi dell’epoca come Fritz Müller o Auguste de Saint Hilaire. Parliamo di un biscione di 50 metri descritto come una Caecilia gigante in grado di trascinare sott’acqua cavalli e bestiame. Non esistono prove dell’esistenza del Minhocão, che ha comunque ispirato registi (la saga Tremors) e scrittori come Giulio Verne.

Mostro di Loch Ness (Nessie)

“Nessie” vivrebbe nel celebre lago scozzese, da decenni meta turistica di visitatori speranzosi di avvistarlo. L’immagine più celebre che lo ritrae, datata 1936, si è scoperto essere falsa, così come alcune a lei simili, ma su altre i dubbi permangono. Una sagoma misteriosa è stata immortalata nel lago persino da Google Earth. Se Nessie esistesse potrebbe essere un rettile marino di era mesozoica, ma le ricerche sin qui effettuate si sono rivelate un buco nell’acqua

Dodu

Vagamente simile allo Yeti , ma anche allo Yeren (altra creatura mitologica che si dice abitare i boschi cinesi dello Hubei), il Dodu del Camerun è un grosso ominide con una particolare caratteristica: invece di mangiare le sue vittime, che uccide con la sola forza degli arti superiori, lascerebbe le carcasse a decomporsi al fine di procurarsi i vermi, suo reale nutrimento. L’esistenza del Dodu è legata a testimonianze indigene, ma non è mai stata provata.

Yeti

Lo Yeti (dal tibetano “yeh-teh” ovvero “quella cosa là”) è uno scimmione antropomorfo che abiterebbe le pendici dell’Himalaya, avvistato anche in altre zone dell’Asia e del Nord America (dov’è chiamato “bigfoot”). Secondo la mitologia tibetana la gente del luogo adorava già nel XV secolo un analogo “Essere dei ghiacci”. Gli scienziati hanno analizzato il Dna di peli forse appartenuti a uno Yeti, identificandolo come una sottospecie di orso.

Mokele mbembe

Il suo nome in bantu significa “colui che ostacola il corso dei fiumi” e si riferisce alla grossa stazza di questo animale, descritto per la prima volta dall’abate francese Jean Proyar nel 1766 come un incrocio tra un elefante e un ippopotamo, con collo da giraffa e coda da serpente. Il monaco non conosceva i dinosauri, “scoperti” nel XIX secolo, altrimenti l’avrebbe potuto associare a un brontosauro. In ogni caso gli unici indizi sulla sua esistenza sono legati ai racconti locali.

Bunyip

Appartenente al folclore aborigeno, il Bunyip (il cui nome significa “diavolo” o “spirito”) è una creatura avvistata in più parti dell’Australia sin dall’epoca coloniale. Descritto come un onnivoro cacciatore notturno, si pensa sia vissuto negli specchi d’acqua dell’entroterra australiano, dilaniando le sue prede con affilate zanne da tricheco. Le descrizioni sono svariate e contrastanti, ciò che è certo però è che, dopo il XIX secolo, se ne sono perse le tracce.

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