Qual è l'”antenato” della plastica?


Qual è l'”antenato” della plastica?

Un telefono in bachelite, l'antenato della plastica
Qual è l'”antenato” della plastica?

È stata senza dubbio una fra le invenzioni più innovative dell’intero XX secolo e ha determinato un’invasione di prodotti di massa che sono oramai divenuti di uso scontato e giornaliero. L’inventore della plastica “moderna” fu Giulio Natta che nel 1954 scopri il polipropilene isotattico: prodotto industrialmente a partire dal 1957 con il marchio “Moplen“, gli valse il Nobel per la chimica nel 1963.



La creazione però di quello che può essere considerato a tutti gli effetti un vero e proprio antenato della plastica risale al 1907, quando il chimico belga-americano Leo Baekeland, mentre portava avanti degli esperimenti per trovare un materiale surrogato della gommalacca, riuscì a ottenere, in maniera del tutto casuale, una resina artificiale attraverso la policondensazione di fenoli con formaldeide. Il primo materiale completamente sintetico venne brevettato nel 1910 con il nome di bachelite e guadagnò immediatamente una fortuna strepitosa che lo portò a divenire un vero e proprio oggetto di culto per designer nonché la materia plastica maggiormente diffusa nei più svariati settori; questo almeno fino alla metà del Novecento, quando l’introduzione di altri materiali plastici ne ridusse la portata.

La bachelite venne impiegata largamente per la produzione di telefoni, radio, macchine da scrivere ma anche elettrodomestici, utensili vari e gioielli precedentemente realizzati in avorio. Inoltre negli Stati Uniti, nel corso della Seconda guerra mondiale, questa resina artificiale venne usata anche per la realizzazione di materiale bellico.

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