Qual è la religione più sensibile ai temi ambientali?


Qual è la religione più sensibile ai temi ambientali?

Religioni e temi ambientali
Qual è la religione più sensibile ai temi ambientali?

Secondo l’esperta di teologia Maria Rosaria Piccinni, dell’Università degli Studi di Bari, autrice di un saggio sull’argomento, tralasciate le religioni orientali che vedono l’uomo come parte del Cosmo, tutte e tre le principali dottrine monoteiste Ebraismo, Cristianesimo e Islam racchiudono insegnamenti “Green” per i fedeli.



Analizzando i testi sacri, l’Ebraismo è la religione che ha affrontato più profondamente la questione dando precetti e indicazioni pratiche e sorprendentemente attuali sul rispetto degli animali, le piante e il decoro delle città. Il comando di Bal-Tashchit, per esempio, vietava di tagliare gli alberi, deviare i fiumi e sprecare l’acqua. Nel Libro della Genesi, si dice che Dio diede all’uomo il controllo degli animali e della terra, ma viene sottolineato anche che egli è al mondo proprio per mantenerlo e custodirlo. Gli animali, nella tradizione ebraica, hanno il diritto di essere trattati bene (codice noachico) e possono essere mangiati solo se uccisi nel modo più indolore possibile.

Anche nel Cristianesimo emerge il messaggio di “coltivare e custodire il Creato” e, sebbene nei Vangeli non si faccia riferimento al rapporto uomo-ambiente, basta pensare a San Francesco per trovare riscontro all’amore per la natura.

Tuttavia, l’Islam sembra avere una nota verde in più perché gran parte degli insegnamenti religiosi, compresi quelli sui temi ambientali, vengono applicati con la legge. Nel Corano si trova, per esempio, l’obbligo di istituire riserve naturali dove è vietato uccidere animali e negare l’accesso all’acqua (obbligo di Hima).

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