Mangiare sushi fa bene all’ambiente?


Mangiare sushi fa bene all’ambiente?

Sushi e ambiente
Mangiare sushi fa bene all’ambiente?

Dipende da cosa si mangia. Se da una parte, infatti, le alghe, come le varietà kombu, wakame e nori, tipico elemento della cucina giapponese nonché di quella macrobiotica, fanno bene alla salute e sono una scelta sostenibile, dall’altra alcuni pesci usati nella preparazione del sushi sono, ecologicamente parlando, da evitare. Ciò vale sia per le specie in via di estinzione sia per i metodi di pesca o allevamento utilizzati.



Ma come fare a informarsi? La The Seatood Watch Sushi Pocket Guide, pubblicata qualche anno fa dalle tre principali organizzazioni americane per la difesa e conservazione degli oceani, illustra le caratteristiche di ogni specie utilizzata normalmente per il sushi dividendole in tre categorie “scelta ideale”, “scelta alternativa” o “da evitare” e indicando le soluzioni più ecologiche ma anche più sane.

Per esempio sì al salmone pescato ma no a quello allevato, in quanto i metodi di allevamento hanno un forte impatto ambientale. Da evitare l’anguilla e il pesce spada che negli ultimi trent’anni è stato decimato tanto che oggi il 75 per cento delle catture sono giovanili (riguardano cioè individui non adulti sotto i 10 chilogrammi).

La guida mostra, poi, come delle 34 tipologie di tonno (distingue le specie ma anche la provenienza e il metodo di pesca) che vengono utilizzate per il sushi, 8 siano una buona scelta, tra cui il pinne gialle e l’alalunga atlantico, 14 accettabili, come il tonno obeso o l’atlantico, e 12 pessime come il tonno rosso, che è in via di estinzione, o altri pescati con i palangari in aree ambientali sensibili.

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