Perché i puffi si chiamano “puffi”?


Perché i puffi si chiamano “puffi”?

L'origine dei puffi
Perché i puffi si chiamano “puffi”?

Il termine nacque in modo casuale durante una cena tra amici. Lo racconta sul suo sito il fumettista belga André Franquin, amico di Peyo, nome d’arte dell’inventore degli ometti blu: Pierre Culliford (1928-1992).

Sembra che Peyo, infatti, preso da momentanea amnesia, invece di chiedere all’amico “Passami il sale” avrebbe detto: “Passamiil…puffo! (lo ‘schtroumpf’, in un francese inventato)”. A quel punto Franquin avrebbe risposto: “Tieni il puffo, quando avrai finito di puffarer i puffalo al suoposto”.



Era nato così il linguaggio dei Puffi.  Le creaturine blu fecero la loro prima comparsa nel 1958, come personaggi collaterali della serie Johne Solfami pubblicata su Le Journal de Spirou. Piacquero così tanto che dall’anno successivo si pensò di renderle protagoniste di una storia autonoma: I Puffi(‘Les Schtroumpfs’).

In Italia arrivarono nel 1963 all’interno della rivista Tipitì. Inizialmente si chiamavano Strunfi, per somigliare all’originale, ma il nome ricordava una parolaccia: l’anno successivo Il Corriere dei piccoli decise così di pubblicare le storie dando ai protagonisti il nome di Puffi.

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