Il clima verrà usato come arma per vincere le guerre?


Il clima verrà usato come arma per vincere le guerre?

Utilizzare il clima come arma
Il clima verrà usato come arma per vincere le guerre?

Se l’inverno russo fosse stato più clemente Napoleone, forse, sarebbe riuscito a sconfiggere lo zar, e se la nebbia e la brezza non fossero arrivati, puntuali, ad aiutare gli ateniesi a Salamina, i persiani avrebbero avuto la meglio.

Sono normali eventi climatici, spesso prevedibili o previsti da una della parti, che hanno deciso le sorti di alcune delle più importanti battaglie della storia. Però fino a oggi tempeste, bufere, ghiacci o caldi infernali sono sempre stati imparziali, arrivavano e colpivano chi non sapeva prevederli.

La possibilità di governarli e di riuscire a utilizzarli come arma, per quanto vietato dalla convenzione ONU del 1977, ha ingolosito molti militari. Ci pensarono gli americani in Vietnam: nella speranza che le piogge rendessero impraticabile il sentiero di Ho Chi Minh, spruzzarono sostanze chimiche sulle nuvole.



Storico l’invito al Dipartimento di Stato Americano dell’ambasciatore Sullivan secondo il quale: “Le reazioni chimiche possono dare risultati migliori dell’escalation militare” e che stimolava a “fare fango e non guerra”. E ancora: durante la guerra fredda, alcuni satelliti avevano il compito di studiare il clima russo per stimarne i raccolti e quindi gli umori della popolazione.

Oggi se ne parla molto, ma di certo c’è molto poco; di sicuro si sa che c’è il progetto Haarp (High Frequency Active Auroral Research Program) finanziato dal Pentagono, che studia l’atmosfera e le proprietà della ionosfera per migliorare i sistemi di posizionamento e di comunicazioni radio.

Una delle basi, vicino a Gakona, in Alaska, è dotata di un potente emettitore di onde radio ad alta frequenza (fino a 3600 kilovatt) con cui stimola la ionosfera per studiarne gli effetti. Molti teorici delle tesi complottiste sostengono che da li si realizzino esperimenti sul clima. Ovviamente non ci sono prove, ma non è escluso che in futuro la tecnologia possa consentire un controllo del clima a scopi militari.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*