Perché l’eruzione pliniana si chiama in questo modo?


Perché l’eruzione pliniana si chiama in questo modo?

Perché l’eruzione pliniana si chiama in questo modo?
Perché l’eruzione pliniana si chiama in questo modo?

Il nome deriva da Plinio il Giovane che per primo, nel 79 d.C., descrisse il fenomeno assistendo alla tragica eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei ed Ercolano. Questo tipo di attività vulcanica è fortemente esplosiva perché il magma, molto viscoso, tende a solidificarsi all’interno del camino vulcanico formando un tappo e determinando, quando la pressione raggiunge il culmine, una successiva violenta esplosione di lava, gas e lapilli, un po’ come accade con lo spumante dopo aver agitato la bottiglia.



Spesso anche parte dell’edificio vulcanico viene distrutto dalle potenti esplosioni mentre la colonna eruttiva raggiunge altezze di decine di chilometri. Il flusso piroclastico più pesante costituito da gas, ceneri e frammenti di roccia a temperature elevatissime (circa 500°), si riversa sui fianchi del vulcano sotto forma di nube (detta nube ardente) a una velocità di 100 chilometri orari, ricoprendo e incenerendo tutto ciò che incontra lungo il suo cammino, proprio come accadde a Pompei. Un
altro esempio di eruzione pliniana è quella del 1902 in Martinica, di cui fu responsabile il vulcano La Pelée, che causò la morte di 28mila persone.

L’eruzione del Krakatoa del 1883, invece, tra le più dannose esplosioni vulcaniche nell’era moderna, è considerata una variante ancor più esplosiva di eruzione pliniana (detta ultra-pliniana). Nell’occasione i due terzi dell’ isola alla base del vulcano vennero distrutti causando un boato potentissimo, forse il rumore più forte mai registrato nella storia.

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